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 | Oggetto: La storia (quasi) vera di Gengis Khan Ven Mag 16, 2008 5:11 pm | |
| Mongol (Germania, Russia, Kazakhistan, Mongolia 2007) Distribuzione: Bim Regia: Sergei Bodrov Cast: Asano Tadanobu, Honglei Sun, Khulan Chuluun Sceneggiatura: Arif Aliyev e Sergei Bodrov Fotografia: Sergei Trofimov e Rogier Stoffers Montaggio: Zach Staenberg e Valdis Oskarsdottir Musiche originali: Tuomas Kantelinen, Altan Urag Genere: epico Durata: 125 min. Sito ufficiale Uscita nelle sale: 9 maggio 2008 Trailer
La storiografia ufficiale per lungo tempo ha dipinto il condottiero mongolo Gengis Khan come un guerriero spietato e crudele. Ma si trattava di un ritratto assai parziale del capo dei Mongoli, che agli inizi del XIII secolo creò un impero immenso, il più vasto della storia, comprendente la Russia, la Cina e la Turchia. Gengis Khan non doveva quindi essere un uomo tanto tenero, ma neppure poco saggio e dotato di solo coraggio. Anzi scopriamo con Mongol che Gengis Khan fu uno sposo devoto e rispettoso (molto per quei tempi) della sua prima moglie, l'affascinante e intelligente Borte. Era un uomo d'onore intrepido, astuto, tenace e testardo. In molti, fin dalla sua infanzia, hanno cercato di piegarlo a più riprese, per molti anni fu schiavo e quindi prigioniero, ma ottenendo solo che perseguisse i suoi sogni grandiosi con ancora maggiore determinazione a spese di chi osò ostacolarlo.
Il regista russo Sergei Bodrov (premio Oscar nel 1997 con Il prigioniero del Caucaso) fotografa gli immensi paesaggi della Mongolia, ricostruisce con fedeltà filologica gli antichi costumi asiatici, si avvale delle musiche di un talentuoso gruppo folk rock mongolo, gli Altan Urag, scoperto durante la lavorazione del film e gira scene di battaglia epiche. Ma, soprattutto, si avvale della collaborazione di un cast tecnico internazionale di altissimo livello dal direttore della fotografia Sergei Trofimov (I guardiani della notte; I guardiani del giorno), al montaggista Zach Staenberg (Matrix; Lord of War; Speed Racer). Mongol insomma è una pellicola ambiziosa, in cui, tuttavia, l'enfasi epica è fin troppo sottolineata. |
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