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 Antonino Scopelliti, il giudice (non più) solo

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Vittoria

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MessaggioTitolo: Antonino Scopelliti, il giudice (non più) solo   Ven Mar 21, 2008 4:04 pm

di Alessandro Pecora
giovedì 20 marzo 2008


Sentiamo spesso parlare di Falcone e Borsellino. Ovviamente da militante antimafia sono orgoglioso e fiero delle loro storie, del loro impegno, del loro sacrificio. Ma da calabrese provo vergogna per il fatto che non tutti conoscono la storia del “nostro” Antonino Scopelliti, non a caso passato alla cronaca come “il giudice solo”.
Antonino Scopelliti, “ninuzzo” per gli amici, era un magistrato calabrese, nato e cresciuto a Campo Calabro, prima di trasferirsi a Milano e poi Roma dove divenne sostituto Procuratore generale presso la Suprema Corte di Cassazione, dove era considerato il numero uno dei sostituti procuratori generali. Un garante del diritto, che non “ammazzava le sentenze”, uno di quelli che le condanne spesso chiedeva di confermarle.

Si occupò dei più grandi processi della storia italiana degli anni 70-80: dalla mafia, alla camorra, alle stragi di terrorismo, al processo Moro, a quello del Capitano Basile, fino ad accettare la pubblica accusa nel maxi-processo a Cosa Nostra. Era maggio, correva l'anno 1991.

In parole povere Antonino Scopelliti avrebbe certamente indirizzato la Cassazione verso la conferma delle condanne che Falcone e Borsellino infersero in primo grado a Palermo a personaggi del calibro di Toto Riina e Bernardo Provenzano. Si narra che alcuni esponenti di Cosa nostra, in accordo scellerato con la 'ndrangheta, cercarono di avvicinare il magistrato per proporgli una consistente somma di denaro (si parla di 5 miliardi per parola del Giudice Antonino Caponnetto) per desistere e accogliere i ricorsi dei boss; Scopelliti naturalmente rifiutò ed andò avanti nel suo lavoro.

Era il 9 Agosto del 1991, quando lo uccisero, aveva 56 anni. A settembre Scopelliti avrebbe dovuto sostenere la pubblica accusa in Cassazione e si fece mandare le carte da Roma per cominciare a studiare la requisitoria. Era da solo in macchina, senza scorta (da lui rifiutata perchè ritenuta uno status symbol), stava percorrendo la strada di casa, in località Campo Piale, fu affiancato da un commando che gli sparò due colpi di lupara, facendogli perdere il controllo della macchina, che precipitò nella scarpata sovrastante l'area di servizio autostradale di Villa San Giovanni. Il commando volle controllare se l'uomo fosse ancora vivo e firmò l'omicidio con un colpo di grazia sparato con una P38.

Ai funerali di Scopelliti, a Campo Calabro, arrivò un uomo baffuto dall'altra parte dello Stretto, un magistrato, si chiamava Giovanni Falcone. Furono emblematiche quelle sorde, cupe, nette, lapidarie. Quattro parole quattro pronunciate a fianco della bara del suo collega ed amico ucciso: “il prossimo sono io”. Profetico: il 23 maggio del '92, a Capaci, viene fatto saltare in aria assieme agli uomini della sua scorta. Sono trascorsi appena nove mesi dall'omicidio Scopelliti.
Per il “giudice solo” la Calabria fu protagonista di una settimana di lutti e strette di mano, poi il nulla. <>. Ed ancora: <>.

Che terra disgraziata, la nostra! Non si potè contraddire Caponnetto, e questa è e sarà una macchia indelebile sulle nostre coscienze. Una Calabria rassegnata, ferma, immobile, ammutolita, morta e succube di se stessa e della propria codardia. Non ci fu, da noi, la "rivolta" che visse in Sicilia per Borsellino e per Falcone, i comitati delle lenzuola, le urla contro uno Stato fino ad allora assente dal Mezzogiorno. Quasi come se la Calabria avesse voluto dimenticare un glorioso, prestigioso e coraggioso magistrato che pur le aveva dato tanto lustro in tutta Italia.

Ma come diceva una famosa trasmissione Rai degli anni '50, “non è mai troppo tardi”. Nel Novembre del 2005, dopo l'omicidio Fortugno, finalmente tutti insieme, abbiamo urlato il nostro “NO!”, riprendendoci la nostra dignità di fronte allo strapotere della 'ndrangheta e dei poteri forti. “E adesso ammazzateci tutti", un urlo che, pochi mesi dopo ha coinvolto anche Rosanna, unica figlia del giudice Scopelliti. Aveva 7 anni quando la mafia gli uccise il padre, e da allora lei ha guardato con diffidenza la Calabria che non solo gli aveva tolto il papà, ma che lo aveva ammazzato una seconda volta rendendosi complice di un assordante silenzio non solo istituzionale, ma anche tra la gente.

Oggi Rosanna Scopelliti ha 24 anni ed ha negli occhi, straordinariamente uguali a quelli del padre, la stessa voglia di combattere e la stessa voglia di far riscattare una intera popolazione onesta, e con estremo coraggio porta avanti battaglie di civiltà e di legalità insieme a noi ragazzi di Ammazzateci Tutti.
Assieme a noi è stata costituita l'estate scorsa la Fondazione “Antonino Scopelliti" (www.fondazionescopelliti.it) di cui Rosanna è presidente. La Fondazione si circonda di illustri nomi del mondo dell'antimafia sociale, del giornalismo, della magistratura, delle forze dell'ordine.
Non ce lo siamo dimenticato il giudice Scopelliti. Il suo sangue scorre nella rinascita di questa terra.
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elixxa

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MessaggioTitolo: Re: Antonino Scopelliti, il giudice (non più) solo   Ven Mar 21, 2008 4:24 pm

“il prossimo sono io”
mamma che brividi...
rosanna scopelliti è una persona che stimo sinceramente...l'ho sentita parlare in qualche occasione, sembra avere lo stesso spirito combattivo del padre, la stessa voglia di cambiare questa nostra terra.
tutto il mio sostegno!!
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MessaggioTitolo: Re: Antonino Scopelliti, il giudice (non più) solo   Sab Mar 22, 2008 3:45 pm

k brutte cose
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Alessandro

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MessaggioTitolo: Re: Antonino Scopelliti, il giudice (non più) solo   Sab Mar 22, 2008 3:58 pm

Mamma mia schifo...mah
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Celtico88

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MessaggioTitolo: Re: Antonino Scopelliti, il giudice (non più) solo   Dom Mar 23, 2008 12:42 pm

CONCORDO PIENAMENTE::...
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